Ci rammarica la necessità di dover ribadire, proprio nel bel mezzo del periodo natalizio, evidenti ovvietà al Gruppo Politico “Movimento per Agosta” che, in merito alla prossima cessione ad ACEA SpA della gestione del servizio idrico, ha pubblicato in data 28 dicembre u.s. un volantino dai contenuti diffamatori, ad esclusivo danno dell’immagine dei Consiglieri e dei rappresentanti del nostro Gruppo Politico.
Premettiamo che è avvilente, ogni volta, vedersi costretti a replicare a falsità e ad affermazioni evidentemente intrise da obiettivi propagandistici e che nulla hanno a che vedere con l’effettivo interesse dei cittadini, nei confronti dei quali, tuttavia, ci sentiamo obbligati a ribadire posizioni e dati concreti per offrire l’effettiva opportunità, “a quanti liberi ed onesti, di trarre le proprie conclusioni”.
E’ ancor più moralmente annichilente, il vedere come l’arroccamento su posizioni di parte (prese a prescindere!) denota l’immobilismo culturale che sta contraddistinguendo il pensiero della nostra Comunità, sempre più irresponsabilmente affossata nel baratro da quanti si ostinano a non voler comprendere che la via dell’ostruzionismo a priori non permette una crescita sociale sana.
Le recenti vicende di cronaca locale, pure rievocate dal “Movimento per Agosta”, narrano di un nostro precedente volantino (definito goliardicamente “ultimo editto”) sulla vicenda ACEA e delle vicende del Consiglio Comunale del 19 dicembre u.s., quando il Sindaco (pro tempore) ha riferito sulle evoluzioni dei prossimi passaggi della gestione del servizio idrico.
Preme chiarire che: l’obiettivo prioritario del nostro volantino era quello di stimolare il Sindaco (pro tempore) alla convocazione di una assemblea pubblica per rendere edotta la cittadinanza degli effetti e della tempistica del passaggio ad ACEA; l’intervento del Consigliere Ottavi in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale poneva una legittima provocazione da parte di chi (l’Opposizione giustappunto) sino a quel momento era stata palesemente tenuta all’oscuro sulle vicende del passaggio ad ACEA (fatti salvi sporadici riferimenti dati nell’ultimo periodo, verosimilmente più dettati dal misero istinto di sopravvivenza politica del “voler buttarsi avanti per non cadere indietro”).
Questi i punti che ci intendiamo portare all’attenzione, sempre nella logica di offrire quella richiamata opportunità ai cittadini , purtroppo tanto miseramente sbandierata, “di trarre le proprie conclusioni”.
1. Perché la recentissima uscita del volantino del “Movimento per Agosta” non fa minimamente cenno all’ipotesi di convocazione di un’assemblea pubblica sul tema da parte del Sindaco, tanto più che quello era l’obiettivo prioritario del nostro precedente e tanto criticato “editto”?
2. Il cambio di orizzonte della definizione della vicenda ACEA è un dato di fatto. Così come lo è, parimenti, il differente orientamento percorso dal Sindaco e dagli amministratori in carica, rapportato al periodo storico. Fervida negazione di una cessione (già allora obbligata) durante il periodo di campagna elettorale con tanto di esaltazione ideologica del concetto di “acqua bene comune”; accettazione remissiva della cessione ad ACEA in questa fase storica, ancora a debita distanza temporale dal clima pre-elettorale.
3. La resistenza contro ACEA, già avviata dalla precedente amministrazione Massimi e perseguita dal “ragionier” Valente, ha interrotto di fatto un percorso diverso da quello intrapreso a suo tempo dall’amministrazione Alivernini, atto a cautelare le dirette conseguenze gravanti sui cittadini di Agosta per un passaggio inevitabilmente obbligato (già allora!) dalla legge (il gestore del servizio idrico deve essere unico, sia per il sistema acquedottistico, sia per la depurazione!), salvaguardando diritti e privilegi da sempre riconosciuti da ACEA ad Agosta in ragione della ricchezza di acqua del nostro sottosuolo.
4. Il Gruppo Consiliare di Opposizione è stato inesorabilmente tenuto all’oscuro delle vicende intercorse tra i principali attori coinvolti (ACEA-Regione-Comuni), differentemente da quanto verificatosi nei comuni limitrofi dove, quantomeno, i Consiglieri di Opposizione hanno avuto più ampi riferimenti e con la dovuta tempistica (per inciso, ad Agosta è per di più accaduto che il tentativo di coinvolgere sulla vicenda un soggetto terzo, a rappresentanza dell’intero Gruppo Politico #CAMBIAMO AGOSTA, è stato bocciato sul nascere dal Sindaco con un suo inoppugnabile “NIET” … neanche fossimo in regime dittatoriale!!!).
5. La posizione attribuita al Consigliere Ottavi ad esito delle sue esternazioni sublima tutti gli assunti dei punti precedenti e non contraddice un bel niente!! Di chi è la responsabilità dello stato di fatto delle condizioni del prossimo passaggio ad ACEA? Del Consigliere Ottavi e del suo Gruppo Politico che, sino ad oggi, sono stati miseramente tenuti all’oscuro delle vicende? Oppure, diversamente, di chi a far data dall’anno 2006 (Massimi prima, Valente poi) sta giocando a fuochi incrociati con i destini delle tasche degli Agostani? Un vano tentativo di inscenare un teatrino che sa di farsa politica e di miseria, dal quale intendiamo tirarci fuori: non siamo noi i FABBRICATORI DI MENZOGNE!! PRENDETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITÀ!
Da ultimo, a proposito del “ragionier” Valente, facciamo presente che spiace scomodare questo appellativo a lui tanto fastidioso. I contenuti del recentissimo volantino, però, non ci consentono di evitare questo ricorso perché, d’altro canto, si tratta di “conti” e di cifre che si tirano in ballo!
Se è vero che negli ultimi 15 anni (2004 – 2019) il Comune ha avuto in bilancio circa euro 180mila (e certi) l’anno (derivanti dal canone utenze pari a 2.700.000,00 euro per il periodo … comunque da accertare), è parimenti vero che:
– per effetto di quanto previsto dall’amministrazione Alivernini, puntualmente controbattuto (per principio?) da chi l’ha succeduta, il bilancio comunale avrebbe incassato da parte di ACEA circa euro 120mila (e certi) l’anno (derivanti dal cosiddetto “ristoro ambientale” … pari a 1.800.000,00 euro per il periodo 2004-2019);
– il percorso individuato dall’amministrazione Alivernini avrebbe potuto permettere al Comune di Agosta di incassare i 120mila euro/anno VITA NATURAL DURANTE, puliti (netti), differentemente da quanto reso possibile dai suoi successori che, invece, avrebbero attestato l’introito in via definitiva alla somma complessiva di euro 2.700.000,00 (per 15 ANNI e BASTA! SENZA PIU’ NULLA PRETENDERE!);
– i 2.700.000,00 euro stimati come introito dei bilanci quindicennali Massimi/Valente, peraltro, sono lordi: tale importo, per essere correttamente ed onestamente quantificato, andrebbe decurtato delle spese di manutenzione dell’impianto idrico (sistema di pompaggio, corrente e varie ed eventuali) e delle spese legali per la resistenza ad ACEA (quindici anni di battaglie perse da quantificare!) che le casse comunali hanno comunque dovuto sostentare nel periodo.
La “Fabbrica delle Menzogne” può quindi rivendicare il suo legittimo proprietario: tutto quanto allontana dal vero l’opinione pubblica non appartiene di certo alla moralità e alla rettitudine del Gruppo Politico #CAMBIAMO AGOSTA e dei Consiglieri che lo rappresentano.
Che più di qualcuno, sull’altra sponda, si faccia un salutare “bagno di umiltà” … senza andare alla disperata ricerca di un capro espiatorio cui attribuire le responsabilità dei gravissimi errori commessi !!!

Agosta, lì 29/12/2019

Il Gruppo Politico #CAMBIAMO AGOSTA